Compagnia dell'Arpa a dieci corde
Clown-Dottori

Foglio della “Compagnia dell’arpa a dieci corde” Trieste
Anno 1, Numero 1 / 23 febbraio 2003

Trova il tempo di ridere ...

… è la musica dell'anima"; questo è un pensiero di madre Teresa di Calcutta. Alla scuola di clown, aperta presso l’oratorio di Roiano, stiamo proprio cercando il tempo di ridere. Nella società odierna ridere è sempre più considerato un lusso concesso ai bambini; le statistiche dicono che 50 anni fa si rideva 15 minuti al giorno, ora si è scesi a 6 minuti, a fronte della mezz'ora che sarebbe necessaria per mantenere il giusto equilibrio psicofisico. A partire dagli anni sessanta sono cominciati gli studi sulle virtù terapeutiche della risata: si è appurato che migliora la circolazione sanguigna, il pensiero diventa più lucido, potenzia il sistema immunitario, combatte la depressione, riduce l'ansia, migliora l'effetto delle terapie convenzionali.
Ormai si parla di comicoterapia e ci sono i medici-clown, come Patch Adams, che sfruttano la comicità per creare familiarità con i malati; e ci sono anche i clown-medici, veri e propri clown, che fanno tutto il possibile per strappare un sorriso ai pazienti.
Uno studio sulla clown-terapia condotta in Lombardia su 343 pazienti pediatrici ha appurato che la presenza dei clown in ospedale migliora il sonno dei bambini, aumenta le amicizie, riduce il periodo di degenza, rende meno stressati i bambini a causa dei prelievi.
L'obiettivo primario del nostro corso di clownerie è proprio quello di creare un gruppo di clown-medici che possa operare presso ospedali, case di riposo e istituti con lo spirito insegnato da Patch Adams "Io vado dovunque ci sono dolore e sofferenza e non c'è amore, per portarcelo; io sono un essere umano e perciò sono comico". Una clown del nostro gruppo, Lentikkia, così scrive nel suo diario della " Missione Sorriso" compiuta in Terra Santa con altri clown italiani: "Stipati in un minibus letteralmente intriso dell'odore nauseabondo di deodorante alla banana, ci rechiamo nel quartiere ebraico di Ein Karem dove interveniamo tra bimbi orfani gravemente disabili e ritardati. Le volontarie dell'istituto mi mettono in braccio il piccolo Salem, un meraviglioso moretto autistico, e all'improvviso mi piomba addosso la consapevolezza che Dio non si trova per forza in chiesa o nei luoghi sacri, Dio è con me ora! Dio è Salem! E' quel bambino che mi sta tra le braccia e che non mi guarda, che è lì, e nel contempo così lontano da me, ma che a tratti pare guardarmi, che pare apprezzare la musica del pupazzo carillon che ho al collo".
Oltre a questa forte valenza sociale e di educazione al servizio, la clownerie porta in sé dei grandi valori educativi: aiuta a costruirsi un'immagine positiva; interviene sulla voglia di protagonismo e sul bisogno di esprimersi; aiuta ad aprirsi agli altri, a sdrammatizzare, aiuta a scoprire le cose belle che uno porta dentro di sé; aiuta soprattutto a sognare.
Il sorriso è la più naturale espressione della strategia dell'amore, che è alla base di tutto, e il più grande clown del mondo, David Larible, così dice "il clown sa suscitare amore in tutti; bambini, adulti, vecchi; è un personaggio universale, nel quale chiunque può identificarsi. E' il solo artista che dopo lo spettacolo vorresti portarti a casa".
Volete portarvi un clown a casa? Venite a prendervelo in oratorio domenica 23 febbraio, 30 marzo, 27 aprile e soprattutto domenica 25 maggio.

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Corso di clownerie

Domenica 19 gennaio 2003
fotoIl corso di clownerie è iniziato e siamo in 25, scatenati e colorati. Salti, danze, vestiti buffi, facce dipinte e tanti nasi rossi. Ma siamo stati anche un po' seri: è venuta la Presidente dell'ABIO, la signora Stella Tolentino, a parlarci dell'esperienza all'ospedale infantile; abbiamo parlato di chi è il clown, che cosa fa e infine tutti hanno cercato il proprio nome clown. Donatella ha fatto un servizio fotografico e Deborah, con il suo violino, ci ha accompagnati durante la recita di alcune favole inventate da noi. Al momento del "diario", per una riflessione sulla giornata, qualcuno ha detto "... è la gioia di ritornare bambini!". E con questa sensazione nel cuore, arrivederci a domenica 26 gennaio 2003.

Domenica 26 gennaio 2003
fotoQuesta è una vera magia!
Come per incanto sono comparsi Lentikkia, Pulceciccia, Mielpepato, Cri Cri, Arcobaleno, Ally, Refolo, Luna, Zerò, Flokky, Pistilla, Pastrocchia, Kakomiro, Piripikkia, Fragolo e tanti altri clown colorati e pieni di entusiasmo.
Questa volta ci siamo dedicati alle magie e alle sculture con i palloncini, ma il bello è venuto dopo il pranzo, ormai sempre più abbondante e raffinato, organizzato sotto l'amorevole supervisione di Luna (pasticcio agli asparagi, pizza della mamma di Fabiana, bignè, struccolo di Mielpepato e chi più ne ha, più ne metta); nel pomeriggio, nuovamente trucco del volto e poi scenette a gò gò che alcuni nostri amici, invitati privilegiati, hanno apprezzato con gran divertimento.
Ci si prepara ad essere clown nella vita e già si delineano alcuni appuntamenti: festa all'ITIS, all'UNITALSI, pellegrinaggio a Lourdes, feste in alcune scuole materne… seguiteci e vedrete cosa combineremo!
La magia è finita, ne faremo un'altra domenica 23 febbraio, terza giornata del nostro corso. La maestra Silvia ci condurrà per mano nel folclore di diversi modi di danzare: greco, americano, israeliano, tedesco, abruzzese, romagnolo.
Impareremo a stare insieme nella danza, con il cerchio, in riga ed in coppia; impareremo a sincronizzarci, a memorizzare e costruire una coreografia, eserciteremo attenzione sonora e visiva.
Il clown non è uno smodato, uno slegato, uno senza controllo: tutto quello che fa ha un senso ed una consequenzialità.

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Marcia della pace

Sabato 15 febbraio 2003, alla marcia della pace per dire no al conflitto con l’Iraq, tra i 2000 partecipanti, c’erano anche 8 clown. I nostri palloncini e i nostri nasi rossi hanno rallegrato la marcia.

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La clown del mese:

foto

FLOKKY

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Parrocchia di San Marco

fotoLunedì 10 febbraio abbiamo partecipato alla festa dei 25 anni della Parrocchia di San Marco a Trieste. Musica dal vivo, scenette varie e danze con gli anziani della Parrocchia ei volontari dell’UNITALSI.

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La storia dell'uomo triste

fotoC'era un volta un uomo triste,
ma tanto, tanto triste
che tutti quelli che l'incontravano s'intristivano.
Se si sedeva,
anche la sedia diventava triste,
ma tanto, tanto triste
che iniziava a scricchiolare, si scollava, si sfasciava.
Se mangiava una minestra,
questa s'intristiva, diventava insipida e fredda.
Un giorno trovò per strada un naso rosso di gomma,
se lo mise addosso,
un bambino lo vide e sorrise.
Da quel giorno, lui è sempre un po' triste,
ma chi l'incontra, sorride.
Se si siede, la sedia diventa una sedia a dondolo,
che lo culla e lo fa sognare.
Se mangia una minestra,
questa ha mille profumi e mille sapori.
Questa è la storia dell'uomo triste,
oggi un po' meno triste.

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Compagnia dell'Arpa a dieci corde
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