Compagnia dell'Arpa a dieci corde
Attività

Trieste, 11 settembre 2015

Il debutto di Fiordaliso

Ciao colorata compagnia,
venerdì, Fiordaliso ha fatto il suo debutto in oncologia al maggiore, madrina dell'evento è stata Ssaibon. Questo servizio è stato caratterizzato da una assoluta fiducia reciproca, in quanto Fiordaliso, ritrovandosi con un inaspettato venerdì pomeriggio libero, ha chiesto a Francobollo se le cedeva il turno. Ssaibon aveva preparato una scaletta di servizio e per telefono le claune si sono divise le incombenze preparatorie. Fiordaliso, che nell'organizzazione si sente nel suo, capitanata da Ssaibon, prepara carrello, tazzine, fiori ecc. Ed ecco che finalmente Fiordaliso affronta l'oncologia (desiderava da sempre andarci). Ssaibon, per niente intimorita dall'inesperienza della collega, fa strada. Fiordaliso si fa coraggio spingendo il carrello del te; con la lista dei nomi dei pazienti Ssaibon comincia ad interagire con le singole persone, con molto garbo, voce calda, quasi una carezza, Fiordaliso quasi muta, ma in ascolto a mille, prepara il te, dispensa pasticcini ecc. una stanza, poi due ed ecco che Fiordaliso entra nell'essenza del servizio agganciando lo sguardo di un giovane uomo che soffriva moltissimo; lui apriva e chiudeva gli occhi sopraffatto dal dolore, Fiordaliso agganciata da quello sguardo che le diceva: sono qui, voglio partecipare anch'io, consapevole di trasgredire la regola di lavorare in coppia, comincia ad interagire con il paziente.
Ssaibon con grande maestria ripristina il lavoro di coppia. Bellissimo l'intervento nella stanza di una giovane donna che ci accoglie con una grande allegria e ci presenta la sua compagna di stanza molto depressa. Dopo te, pasticcini, e lotteria, l'atmosfera cambia: la donna si apre, parla delle sue bimbe, si emoziona, si concede due lacrime. L'altra emerge dalla sua depressione, timidamente, paurosa di lasciare il suo rifugio e promette a Fiordaliso di svolgere il compito che le aveva assegnato (al mattino doveva scrivere 5 desideri sul quaderno vinto alla lotteria e rileggerli alla sera). Fiordaliso ha consigliato anche desideri sexi, scatenando l'ilarità delle giovani pazienti. Le claune lasciano la stanza cariche di un'energia che non si può descrivere! Un'altra stanza, un'altra vita che viene raccontata con allegria ma che fa venire un groppo in gola: "sono sempre in compagnia di amiche che non mi lasciano mai sola, qui si ride sempre....ma cosa ci sto qui a fare...sono così giovane...ho i bimbi piccoli...ma sì! beviamoci su un te in allegria". Accolte nell'allegro gruppo di amiche, dopo te e pasticcini, molto graditi, Ssaibon invita la dott.ssa Fiordaliso, specializzata in educazione sessuale, ad intervenire. Visto l'entusiasmo delle ragazze, Fiordaliso ha optato per una versione hard!
Un ringraziamento a quel gentiluomo di Franco che mi ha dato la possibilità di fare un'esperienza così bella. Un grazie grande grande a Ssaibon per aver reso tutto così bello e facile.
Fiordaliso

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Trieste, 30 maggio 2015

14a Giornata Nazionale del Sollievo

L’APPROCCIO a un tema così complesso è necessariamente multidisciplinare e vede il coinvolgimento di varie figure professionali e di vari Enti che operano sui diversi aspetti del dolore.
Su queste basi stiamo organizzando una giornata in cui sarà possibile approfondire con i diversi esperti i molteplici aspetti del dolore.
L’iniziativa è rivolta principalmente a persone che abbiano o abbiano avuto in passato esperienza di malattie oncologiche, ma anche ai familiari di pazienti affetti da questo tipo di patologie che potranno partecipare liberamente ad alcune delle attività proposte.

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Trieste, 25 luglio 2014

Ospedale Maggiore di Trieste, reparto oncologico adulti

Un pomeriggio afoso di fine luglio, ore 15.15, ritrovo nell’atrio dell’Ospedale Maggiore.
È il mio primo servizio in Oncologia, stiamo "sperimentando"; i clown-dottori che sono passati prima di noi hanno avuto un buon risultato nei loro interventi, i feedback sono stati positivi ed incoraggianti: allora perché mi sento così strana? Mi sembra di essere appena sbarcata sulla luna e Ginotondo che, come al solito puntualissimo, è già sul piede di guerra, non ha una faccia migliore, riesco a percepire il rumore delle rotelle nella sua testa

Dopo una gimcana fra ascensori e corridoi arriviamo in reparto: tutto è quieto, un lungo e luminoso corridoio si apre dinanzi a noi e finalmente approdiamo nella stanza della caposala.

Abbiamo iniziato il progetto del servizio dei clown-dottori presso il reparto di oncologia con un periodo di prova; in questi anni di servizi e di formazione, la conoscenza e la sensibilità acquisite ci ha permesso di aprire nuove strade con lo scopo di estendere un sorriso, una magia, un po' di scintilla vitale agli ammalati oncologici per affrontare ansie e paure con serenità ed un pizzico di poesia e a mutare in senso positivo le emozioni negative. Il clown-dottore nasce per i bambini, per le pediatrie, ma è forse nella malattia dell'adulto che può comprendere profondamente se stesso, interpretare, gestire la propria libertà, guardarsi attorno per scoprire e condividere i bisogni degli altri. I problemi sono più grandi di noi, tocchiamo con mano i nostri limiti, abbiamo paura di impegnare la propria persona, paura del dono di noi stessi; ma la paura è presente nella fretta e nella superficialità, e queste il clown-dottore può vincerle.

Qui Fiocco e Ginotondo prendono vita e si accordano sugli interventi da fare in funzione del tema di oggi: la poesia. Alternative: la declamazione di una poesia con in testa la corona di alloro, di memoria dantesca, musica triestina a richiesta per eseguire assoli o coretti, esibizione concertistica del duo violino e triangolo.
Preparato tutto il materiale sul carrello con tazze, tazzine, biscotti, zuccheri vari e... bustine di the scritte in TEDESCO. Si! proprio così, e quando Ginotondo chiedeva al curioso paziente: "che gusto?" io rilanciavo chiedendo un dizionario di tedesco oppure, in alternativa, proponevo la scelta secondo il colore della bustina.

Abbiamo pensato di iniziare il servizio in reparto, servendo il the con i suoi aromi, prevedendo anche la possibilità di prepararlo insieme ai pazienti più attivi e di intervenire sull'organizzazione di un ambiente più accogliente, caldo e personalizzato; è stato acquistato un servizio da the molto elegante con teiera e biscottini; il tutto viene presentato sul carrello preparato con tovaglia e mazzo di fiori.
Sul carrello si carica anche il lettore CD, vari CD musicali, materiale clown, regalini da lasciare.

Quindi tutto pronto? Allora truppa in marcia!
Composizione della formazione della truppa: apripista la Caposala Lucia, truppa da combattimento il Primario/Maestro Ginotondo e la Terziaria/sbatti triangolo Fiocco, retroguardia 4 laureandi in scienze infermieristiche (di cui una farà la tesi sulla terapia del sorriso) e una volontaria del servizio civile detta La Furlana.
Da qui in poi abbiamo condiviso diversi momenti in cui siano riusciti a strappare un sorriso anche a persone sofferenti e, alcuni, con lo sguardo di chi non ha ancora compreso se vuole continuare a combattere o se si lascia scivolare con immensa tristezza verso un "qualcosa".

Il clown-dottore può favorire il dialogo, sbloccare delle situazioni, creare un'atmosfera più serena, smuovendo emozioni senza rivoluzionarle; perchè il clown-dottore offre emozioni; chi le vuole le prende e può prenderne quante ne vuole.
Può dunque aiutare il malato a reagire con tutti i mezzi di cui si dispone, non gli propone una cura ma di essere lui il primo guaritore di se stesso.


Nella prima stanza, Ginotondo incontra dei suoi amici, baci e abbracci; e qui si dà via al concerto di violino e triangolo, con tanto di frac e spartito musicale; suoniamo una csàrdàs del maestro V.Monti.

Nella seconda camera ecco che L. , ha abbandonato per un momento la sua Settimana Enigmistica e si è lanciato in un coretto del’ "Omo vespa" e mi ha raccontato delle sue origini, di quando i suoi genitori sono arrivati a Trieste, un piccolo spaccato di vita. Il tutto mentre la moglie del suo compagno di stanza raccontava le origini della sua famiglia partendo dalla poesia in friulano letta dalla volontaria... furlana.

Abbiamo lasciato il libricino delle poesie e appuntato sui pigiami delle mini mollette con la coccinella...

Il clown-dottore non interviene solo sulla persona sofferente, ma anche sui suoi famigliari condividendo l'ansia e la tristezza; la tristezza può essere trasformata, perchè se non si può cambiare la propria vita, si può almeno cambiare il proprio stato d'animo nei suoi confronti. Quello che ci fa felici non sono gli altri o il mondo, ma la qualità dei nostri pensieri, se cioè essi sono positivi o no. La vita è fatte di gioie e di dolori; nei momenti di dolore si possono contare le gioie; il clown-dottore serve a ricordare i momenti di gioia.
Abbiamo anche portato dei mini quaderni e penne per proporre agli ammalati esercizi di scrittura: poesie divertenti, anagramma del proprio nome, ecc.; ma in questa occasione ci siamo scordati di utilizzarli.


Di seguito abbiamo incontrato una coppia, insieme da una vita: lui contento di vederci, cercava di coinvolgere la moglie alle nostre proposte. Lei prima un poco scettica, si è lasciata andare un pochino alla volta e alla fine è riuscita anche a sorridere quando le abbiamo lasciato come ricordo una "foto magica": una coppia di cagnoloni vestiti da sposi.
In altra camera, la professoressa ha ascoltato la declamazione di una poesia e si è soffermata a raccontare che quando lei frequentava il liceo, la sua era una classe femminile, paragonando i metodi e i tempi diversi …anche per lei declamazione di una poesia e molletta porta fortuna.
Ultima, una simpatica signora con la quale abbiamo ricordato i buoni cibi di una volta…adesso che per lei ha tutto lo stesso sapore. Ancora una volta il Fotografo magico ha lasciato un ricordo che l’ha fatta sorridere, oltre ad effettuare un lungo massaggio al piede.

Il clown-dottore trasmette messaggi con i segni, la gestualità, con una stretta di mano, una pacca su una spalla, un abbraccio, un massaggio. E' un approccio non intellettuale ma empatico ed affettivo, che può contribuire a distendere l'atmosfera, creare normalità, gettare un ponte sulla solitudine, creare un momento di distrazione e un attimo di tregua nel dolore. Nel paziente questo stimola fiducia e dignità personale; favorisce una reazione positiva, di carica, di accettazione della cura.

Finito il giro è stato bello raccogliere le impressioni di tutto il reparto, stipato nella tisaneria, mentre finivamo i biscotti e sistemavamo i "ferri del mestiere" (bustine tedesche comprese).

L'uso dello humor attenua la distanza tra operatori sanitari e ammalati ed inoltre può essere importante per gli stessi operatori, per riuscire a sostenere meglio lo stress e i carichi di lavoro.

Messa in “borsa” Fiocco, io mi porto via l’atmosfera di serenità che le persone, che operano in quel reparto con il cuore, con la loro generosità e la loro sensibilità, hanno saputo creare.
Mi ha colpito la domanda che ci ha fatto la Primaria: "Come state? Siete tristi o ce la fate?"
Un fondo di tristezza c’è ma c’è anche la consapevolezza che oggi ho incontrato delle persone che, nonostante tutto, hanno saputo/voluto aprirsi e ridere con noi delle piccole semplici cose che abbiamo proposto. Ed è stato un piacere donare un sorriso: io mi tengo in regalo il loro sorriso.
Per quanto mi riguarda si può proseguire questa esperienza.

Diario di Fiocco con note di Ginotondo.

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Trieste, 31 maggio 2014

13a Giornata Nazionale del Sollievo

Il dolore, in particolare nei pazienti oncologici, tra tutti i sintomi è quello che più mina l’integrità fisica e psichica del paziente e che maggiormente angoscia e preoccupa i familiari,
con un notevole impatto sulla qualità della vita, la capacità lavorativa e le relazioni sociali.
Lo scopo dell’evento è quello di affrontare il tema da un punto di vista teorico e pratico attraverso una serie di attività individuali e di gruppo.

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Trieste, 25 ottobre 2013

Ringraziamento Barcolana 2013

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Trieste, 17 settembre 2013

Relazione attività presso l'IRCCS Burlo Garofolo - Settembre 2012/Settembre 2014

La collaborazione tra il G.A.U. – Gruppo di Azione Umanitaria e l’I.R.C.C.S. Burlo Garofolo continua ormai dal marzo 2003 e come già avvenuto in passato è importante ripercorrere le attività svolte nel corso di questo ultimo periodo per individuare le linee lungo le quali l’associazione G.A.U. ha voluto consolidare il proprio servizio e per riflettere sulle possibili nuove sinergie e sulle vie da seguire per l’ottimizzazione del servizio prestato.

Come ormai avviene dal lontano mese di marzo 2003, i clowndottori della Compagnia dell’Arpa a dieci corde dell’Associazione G.A.U. – Gruppo di Azione Umanitaria continuano ad essere presenti ogni mercoledì pomeriggio dell’anno, festività incluse, nei reparti di Pediatria, Chirurgia e Oncoematologia dell’I.R.C.C.S. Burlo Garofolo, andando a fare visita, stanza per stanza, ai bambini presenti, nel pieno rispetto delle loro condizioni psico-fisiche, della situazione ambientale e delle indicazioni fornite dal personale.

Da febbraio 2006, i clowndottori sono presenti presso il Pronto Soccorso ogni secondo sabato mattina del mese, con modalità di intervento che sono state dimensionate sulle diverse caratteristiche strutturali ed operative del Pronto Soccorso.

In continuità con quanto avvenuto in passato l’associazione G.A.U. riserva sempre particolare attenzione al reparto di Ematoncologia mantenendo proficue collaborazioni con l’AGMEN - FVG, sia all’interno che al di fuori del reparto, assicurando la propria partecipazione a feste di bambini oncologici con le loro famiglie, occasioni di incontro per anniversari, manifestazioni di piazza.

Questo periodo ha visto l’associazione G.A.U. fare ulteriori scelte importanti e strategiche finalizzate ad accrescere la qualità del servizio offerto in ambito socio-sanitario: a tal proposito si vogliono segnalare:

- ottobre 2012: giornata di terapia del sorriso presso l’aula magna del Burlo, per sensibilizzare i partecipanti sull’importanza del sorriso nel rapporto con noi stessi e con gli altri;
- ottobre 2012: animazione allo stand del Burlo presso la Barcolana
- gennaio 2013: collaborazione con la Fondazione IRCCS Ca’ Granda-Ospedale Maggiore Policlinico-Regione Lombardia, presente a Lignano, per una vacanza, con bambini in carrozzella e famigliari;
- giugno 2013: giornata formativa con il personale dell’oncologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Trieste, "Progetto di umanizzazione delle cure-la terapia del sorriso in oncologia";
- presenza ai momenti di festa presso l’Hospice di Aurisina.


La formazione

La formazione è alla base dello svolgimento del servizio dei volontari clowndottori.
A novembre 2012 è iniziato il 9° corso di formazione, lungo un percorso di 140 ore, che si concluderà il 22 settembre 2013, presso l’aula magna del Burlo.
I clowndottori del G.A.U., nella consapevolezza che il servizio finora reso non si improvvisa e nella convinzione che il riso abbia effetti estremamente positivi a livello psico-fisiologico, vengono costantemente formati. L’obiettivo, quindi, dei programmi di formazione che l’Associazione G.A.U. propone, è quello di fornire competenza, oltre che conoscenza.
L’attività formativa dei nuovi volontari si articola su vari livelli:

Approccio propedeutico di avvicinamento alla metodologia del clowndottore;
Approfondimento tecnico teorico – pratico (conoscenza delle malattie oncologiche e della profilassi, tecniche non farmacologiche per il controllo del dolore nel bambino, la relazione di aiuto centrato sulla persona, gli aspetti psicosanitari, l’area dell’ascolto e della relazione efficace…)
Tirocinio, formato da una prima parte in cui l’aspirante clowndottore partecipa ad attività di animazione clown protetto dal gruppo, così da poter misurare il suo clown, fare esperienza, avere la possibilità di crescere in esperienza e di maturare la sua scelta.
Solo dopo aver svolto attività di animazione è possibile intraprendere il tirocinio all’ospedale, con l’accompagnamento dei clown-dottori "anziani".

In conclusione, il sogno che avevamo espresso nella nostra relazione dello scorso anno, si sta realizzando: il progetto "Valutazione dell’efficacia della clownterapia sui livelli di ansia nel bambino e nel genitore", in collaborazione con il Pronto Soccorso Pediatrico e la Direzione Scientifica, è sulla via d’iniziare. In preparazione a tale progetto, i nostri clowndottori hanno svolto un percorso formativo con uno psicologo clown-dottore della Federazione Nazionale Clown-Dottori che ha maturato anni di esperienza nel prestare servizio in situazioni di emergenza. La sperimentazione che coinvolgerà la nostra Associazione, i bambini, i genitori e gli operatori presenti al pronto soccorso del Burlo si pone molti obiettivi davvero ambiziosi:

- misurare lo stato d'ansia di bambini e genitori che chiedono l'assistenza del pronto soccorso potendo beneficiare allo stesso tempo della presenza dei clowndottori; questi valori verranno poi
paragonati con quelli rilevati su un gruppo di bambini e genitori che non avranno l'occasione di beneficiare dell'interazione con il clowndottore;
- misurare il livello di gradimento dell'operato dei clowndottori da parte di bambini, genitori, operatori;
- individuare delle buone pratiche per i clowndottori che intervengono in un contesto così specifico come quello del pronto soccorso.

Il progetto costituisce un'opportunità di crescita nella conoscenza reciproca e nell’interazione tra i volontari clowndottori e gli operatori ospedalieri, confidando che possa vedersi riconfermata, anche da un progetto scientifico, la validità ed efficacia della presenza dei clowndottori in ambito ospedaliero.
Di tale opportunità ringraziamo la Direzione dell’IRCCS Burlo Garofolo e tutte le professionalità che insieme alla nostra Associazione stanno lavorando a tale progetto.

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Trieste, 1 giugno 2013

Progetto di umanizzazione delle cure: la terapia del sorriso in oncologia
Azienda Ospedaliero-Universitaria di Trieste

Sdraiata ad occhi aperti, con addosso ancora la maglietta verde acido che, dopo nove ore di corso, è impregnata di... felicità!!! Lo sguardo fisso al soffitto, rivedo le immagini della giornata appena trascorsa, tante sequenze di un film meraviglioso. Quattro paia di occhi che si osservano in un ascensore, tensione e senso di inadeguatezza: cosa avremo mai da insegnare a primari, dottori, infermieri, personale specializzato che dedica la propria vita a curare il prossimo, accarezzando la morte ogni giorno? Tante domande ci frullano nella testa e l'agitazione cresce... METTIAMOCI IN GIOCO!
Raduno dei partecipanti, compassati prendono appunti, ci "annusano", si "annusano", ma le sedie mantengono intatte le distanze, mentre seguono con interesse la sostanziosa parte teorica del corso.
L'atmosfera cambia quando, tolto dalla stanza tutto il superfluo, si forma il primo cerchio...
Ecco che ci possiamo gustare una capatina nel bosco delle sensazioni dimenticate: pioggia che ci bagna, ali di farfalla che sfiorano la pelle, essenze che rievocano ricordi, tra le mani foglie, legno, terra da toccare... o sogni che corrono sul filo, anzi sulla corda ben tesa tra equilibri disuguali... oppure scultori che plasmano la creta con delicatezza e fantasia... o mani delicate che aiutano il compagno a schiudersi alla vita. Riempiamo la stanza con un maestoso albero su cui sbocciano fiori di rara bellezza, dei colori dell'arcobaleno e ci lasciamo conquistare da maschere bianche che amplificano le azioni ed i gesti, foglio nuovo su cui scrivere emozioni. Quante risate sotto il mondo a spicchi, tanti bambini sereni e sorridenti che fanno a gara per una corsa sotto il paracadute, senza timidezza nè vergogna, accomunati da un colore, da una caratteristica. Ed ecco il nostro bambino interiore che fa capolino, anche se viene spesso trascurato per correre dietro alla superficialità del quotidiano, è un tesoro prezioso, da accudire e curare, una risorsa a cui attingere nei momenti di bisogno. Un intreccio di mani che si cercano, si soffermano in carezze e contatti, affidandosi completamente al compagno, quanta fiducia in un gesto. Sguardi dapprima timorosi che diventano via via più profondi, sostenuti nel tempo. In quegli "occhi negli occhi" quante storie da condividere, dolori da consolare, ricordi da elaborare, carezze per l'anima. Autostima alle stelle per le parole di riconoscimento che però vengono messe da parte per fare spazio alla luce nuova che splende negli occhi di chi ci guarda e vede davanti a sé un modo diverso per superare le difficoltà. Tutto diventa più semplice se affrontato con il sostegno del compagno di gioco... di vita, se viene condiviso. Armonia ed equilibrio, accogliere l'essenza delle persone senza badare ai titoli né alle affinità, nessuna primadonna reclama la scena, respiriamo all'unisono. Ascolto la serenità che c'è nell'aria, mi sento parte di un progetto unico, speciale nella sua particolarità. Un piccolo dono per noi stessi, stanchi viandanti nella polvere dell'esistenza, un prezioso aiuto nei momenti di difficoltà. Chi ha condiviso così tante sensazioni ed esperienze non potrà essere più lo stesso di stamattina...

Barbara

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Relazione attività presso il reparto Pediatria dell'Ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone

A tre anni dall'avvio della collaborazione del G.A.U. – Gruppo di Azione Umanitaria con il reparto Pediatria dell'Ospedale di Pordenone, è importante stilare un bilancio delle attività svolte nel corso di questi anni, che possa costituire un nuovo punto di partenza, riflessione ed ottimizzazione del servizio prestato.
Ripercorrere questi ultimi anni di collaborazione con il reparto Pediatria dell'Ospedale di Pordenone permette anche di tracciare le linee lungo le quali l'associazione GAU ha voluto consolidare il proprio servizio, attraverso un percorso di crescita del gruppo dei clown-dottori, investendo sulla qualità e la personalizzazione degli interventi presso la struttura ospedaliera.

Dopo l'incontro di febbraio 2006 con il Dott. Peratoner e la caposala Sig. Fedora, l'attività è iniziata nel mese di marzo 2006, periodo dal quale i clown-dottori della Compagnia dell'Arpa a Dieci Corde dell’Associazione GAU – Gruppo di Azione Umanitaria, hanno mantenuto con costanza l'impegno al 2° sabato pomeriggio di ogni mese, festività incluse, con i bambini ospiti del reparto di Pediatria, Pronto Soccorso Pediatrico e Day Hospital di Oncologia dell'Ospedale di Pordenone, andando a fare loro visita stanza per stanza, nel pieno rispetto delle condizioni psico-fisiche, ambientali e delle indicazioni fornite dal personale medico ed infermieristico.

A conferma della serietà e impegno, della volontà di crescita e professionalizzazione con cui l'Associazione GAU vuole connotare il servizio offerto, si vuole mettere in evidenza la scelta che ha portato, il 12 dicembre 2005, l'Associazione GAU a diventare membro effettivo e socio fondatore della Federazione Nazionale dei Clown-dottori (FNC), con sede a Roma, insieme ad altre 10 organizzazioni (tra associazioni, cooperative e fondazioni) che da anni operano nelle strutture ospedaliere e sociali in Italia e all'estero.
Per fare chiarezza sul ruolo, le competenze, le modalità di intervento, le metodologie formative dei "nasi rossi" come agenti di servizio alla persona, i componenti della FNC si sono proposti di assicurare standard operativi di qualità attraverso la costituzione di gruppi di lavoro per la discussione e la stesura di un codice deontologico, di una metodologia d'approccio, di standard formativi comuni e del profilo professionale del clown-dottore (sia esso volontario o professionista). La costante presenza di un rappresentante dell'Associazione GAU alle riunioni periodiche a Roma, insieme a quelli delle altre organizzazioni aderenti alla FNC ha permesso, nel corso di questi anni, di conoscere le diverse realtà e le modalità operative di ciascuna. La suddivisione dei lavori in commissioni ha consolidato, di fatto, il gruppo, che ha trovato un linguaggio comune, tanto da sentire l'esigenza di organizzare, nel 2007, un convegno, al fine di far conoscere la FNC e il suo programma e a stenderne le linee guida.

In questa relazione si vuole dedicare particolare attenzione alle metodologie e alla formazione che sono propri dei clown-dottori del Gruppo Azione Umanitaria.

Il metodo

L'attività è mirata al coinvolgimento in primo luogo del bambino, ma non solo: l'interazione e il coinvolgimento delle figure per lui significative (genitori, nonni…) che gli stanno vicino durante la degenza o le visite ospedaliere, è un'azione di metodo che i clown-dottori utilizzano con intenzionalità, in quanto la diminuzione dello stato di ansia del genitore si riflette sulla serenità del bambino, allentando la tensione e stabilendo una maggiore fiducia.
La musica, il sorriso, il gioco, l'amicizia, la danza, le cadute, il mimo, la magia, i palloncini e tutta la fantasia dei clown-dottori del GAU, oltre alla disponibilità all'ascolto e all'apertura, sono strumenti per riportare la gioia negli occhi e nel cuore di chi soffre e favorire la comunicazione ed il passaggio delle emozioni.
Il clown-dottore utilizza abbondantemente la tecnica della magia, infatti, con le magie si stimola la naturale fantasia e creatività proprie del bambino e lo si aiuta a scoprire la "potenza" della magia, che apre con dolcezza la possibilità di entrare in un mondo incantato, creato esclusivamente da lui, perchè le magie che facciamo riescono grazie all'intervento del bambino, grazie al suo "soffio magico"!
A questo punto, è possibile individuare una serie di punti fermi che l’Associazione GAU pone alla base degli interventi dei propri clown-dottori:
- il clown-dottore non opera mai da solo, ma lavora in coppia. Il servizio nella modalità della coppia ha una notevole importanza nell'intervento in ospedale, per l'energia che può scaturire dalla sintonia della coppia stessa. La coppia è più dinamica ed è ideale per affrontare le varie situazioni: l'azione dell'uno è complementare a quella dell'altro, la integra e la completa;
- al suo arrivo in ospedale, la coppia ben pulita e in buona salute, è tenuta al rispetto delle norme igieniche e delle normative di profilassi in tutte le zone dell’ospedale;
- particolare cura deve essere posta dal clown-dottore all'abbigliamento, non eccessivamente vistoso, al trucco morbido e alla propria persona;
- prima di accedere a qualsiasi zona del reparto, la coppia è tenuta a contattare il personale per essere informata sullo stato di salute dei piccoli pazienti ospiti del reparto, l'esistenza di una qualsiasi situazione di criticità ed è tenuta all'osservanza delle disposizioni ricevute dal personale ospedaliero in servizio;
- la presenza e l'accesso alle singole stanze del reparto non deve mai essere imposto dal clown-dottore ai bambini e ai loro famigliari, ma avvenire nell'osservanza delle basilari regole di educazione e rispetto dell'altro; è importante per il bambino poter concretizzare il rifiuto del clown-dottore;
- l'azione del clown-dottore, mirata a facilitare sensazioni di benessere e positività e a scaricare tensioni e stress attraverso il coinvolgimento di bambini, famigliari, altri volontari e personale ospedaliero presente, deve avvenire nel pieno rispetto dei reciproci ruoli e  compiti;
- l'azione del clown-dottore deve costantemente tener conto delle caratteristiche dell'ambiente in cui si trova ad operare, della presenza di eventuali apparecchiature mediche e non, delle condizioni psicofisiche dei bambini, del percorso evolutivo di maturazione e crescita del bambino e delle indicazioni dei famigliari;
- l'avvicinamento al bambino è graduale e progressivo (si inizia a "visitare" il letto e poi il bambino);
- la visita diventa l'intervento vero e proprio: nell'intervento c'è il passaggio della modifica delle emozioni da negative a positive; anche le magie rientrano nell'intervento, come pure uno spettacolino di burattini;
- l'azione termina con un saluto e l'ancoraggio: quando i clown-dottori se ne andranno, dopo aver lasciato nella stanza bolle colorate, palloncini, un fiore di carta, una ricetta buffa, una melodia e tanti sorrisi, lascerà anche il desiderio del ritorno.


La formazione

La formazione è alla base dello svolgimento del servizio dei volontari clown-dottori.
I clown-dottori del GAU, nella consapevolezza che il servizio finora reso non si improvvisa e nella convinzione che il riso abbia effetti estremamente positivi a livello psico-fisiologico, vengono costantemente formati.
In questi anni di attività intensa, essi hanno seguito un percorso di maturazione e crescita per migliorare le proprie abilità e conoscenze, nella necessità di offrire un servizio responsabile ai bambini e agli adulti cui è rivolto.
L'obiettivo, quindi, dei programmi di formazione che l'Associazione GAU propone, è quello di fornire competenza, oltre che conoscenza.

L'attività formativa, per un totale complessivo obbligatorio di almeno 200 ore, si articola su vari livelli:
- Approccio propedeutico di avvicinamento alla metodologia del clown-dottore (la conoscenza del gruppo attraverso tecniche di fiducia, di ascolto, di conoscenza del corpo, nozioni basilari di clownerie, la ricerca del proprio clown, le tecniche espressive, le improvvisazioni comiche, le esercitazioni pratiche, il gioco dei ruoli);
- Approfondimento tecnico teorico – pratico (conoscenza delle malattie oncologiche e della profilassi, tecniche non farmacologiche per il controllo del dolore nel bambino, la relazione di aiuto centrato sulla persona, l'antropologia della risata, la terapia con le fiabe, il contatto nei gesti della cura, le diversità, le divers…età, il percorso evolutivo della crescita del bambino, nella dimensione di bambino malato e sano, l'intercultura, gli aspetti psicosanitari, l'area dell'ascolto e della relazione efficace…)
- Tirocinio, formato da una prima parte in cui l'aspirante clown-dottore partecipa ad attività di animazione clown, dove il corsista, protetto dal gruppo, può misurare il suo clown, fare esperienza, avere la possibilità di crescere in esperienza e di maturare la sua scelta.
Solo dopo aver svolto attività di animazione ed aver preso parte ad almeno 100 ore di corso, è possibile, a seguito di attenta valutazione svolta dall'equipe responsabile della formazione, intraprendere il tirocinio all'ospedale: il partecipante effettuerà almeno 10 ore, accompagnato da un clown dottore anziano. Alla fine del corso, per successivi 3 mesi, il partecipante viene assegnato ad un clown dottore anziano che curerà il completamento dell'inserimento nell'associazione e nelle attività programmate.
Per essere abilitati a svolgere le attività di volontariato con il ruolo di clown-dottore, la frequenza al percorso formativo in tutte le sue fasi è obbligatoria. Fino al termine del percorso formativo, il partecipante svolge il ruolo di clown-animatore. Il percorso formativo si chiude con una valutazione ponderata delle attitudini, delle caratteristiche del volontario e della partecipazione all'azione svolta.
E non finisce qua…la formazione è costantemente curata anche per i clown-dottori senior, quale irrinunciabile azione di verifica e di confronto comunitario.

Il bilancio è, a nostro parere, altamente positivo, all'insegna di un costante miglioramento qualitativo nelle relazioni con il personale ospedaliero e di grande soddisfazione per i clown-dottori che hanno operato in tutto questo periodo; soddisfazione e gradimento che auspichiamo siano condivisi dalla struttura ospedaliera, dagli operatori e dall’utenza.
A tal fine, facendo seguito ai colloqui intercorsi con il Primario, dott. Roberto Dall'Amico, si propone di:
1) stipulare una convenzione con la finalità di permettere a bambini e famigliari che hanno accesso e fruiscono dei servizi della struttura ospedaliera di poter beneficiare dell’intervento dei clown-dottori, alla luce di un progetto globale di incremento del benessere dell'utenza;
2) progettare dei corsi con personale medico ed infermieristico sulle tecniche non farmacologiche e di comico-terapia.

La Coordinatrice Regionale dei clown-dottori
Gabriella Goglia
(clown-dottore Luna)

La Coordinatrice dei clown-dottori di Pordenone
Cinzianna Zennaro
(clown-dottore Luna)

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Relazione attività presso l'IRCCS Burlo Garofolo

A tre anni dall’avvio della collaborazione del G.A.U. – Gruppo di Azione Umanitaria con l’I.R.C.C.S. Burlo Garofolo, in seguito alla convenzione stipulata nel giugno del 2005, è importante stilare un bilancio delle attività svolte nel corso di questi anni, che possa costituire un nuovo punto di partenza, riflessione ed ottimizzazione del servizio prestato.
Ripercorrere questi ultimi anni di collaborazione con l’ I.R.C.C.S. Burlo Garofolo permette anche di tracciare le linee lungo le quali l’associazione GAU ha voluto consolidare il proprio servizio, attraverso un percorso di crescita del gruppo dei clowndottori, investendo sulla qualità e la personalizzazione degli interventi presso la struttura dell’I.R.C.C.S. Burlo Garofolo.
La convenzione è stata stipulata con la finalità di permettere a bambini e famigliari che hanno accesso e fruiscono dei servizi della struttura ospedaliera di poter beneficiare dell’intervento dei clowndottori, alla luce di un progetto globale di incremento del benessere dell’utenza.
L’attività è iniziata sin dal mese di marzo 2003, periodo dal quale i clowndottori della Compagnia dell’Arpa a dieci corde dell’Associazione GAU – Gruppo di Azione Umanitaria hanno mantenuto con costanza l’impegno di ogni mercoledì pomeriggio dell’anno, festività incluse, con i bambini ospiti dei reparti di Pediatria, Chirurgia e Oncoematologia dell’I.R.C.C.S. Burlo Garofolo, andando a fare loro visita stanza per stanza, nel pieno rispetto delle condizioni psico-fisiche, ambientali e delle indicazioni fornite dal personale.
Questo periodo di collaborazione ha visto anche, da febbraio 2006, la sperimentazione e la successiva conferma, a seguito verifica in itinere dei risultati ottenuti, della presenza dei clowndottori ogni secondo sabato del mese presso il Pronto Soccorso. Tale scelta ha richiesto l’individuazione di un apposito format di intervento, dimensionato sulle diverse caratteristiche strutturali ed operative del Pronto Soccorso, rispetto a quelle degli altri reparti.
Più volte nel corso degli incontri periodici che si sono tenuti tra le Associazioni attive al Burlo e la direzione scientifica, si è sottolineata l’importanza del ruolo delle associazioni nell’avvicinare maggiormente l’utenza alla struttura ospedaliera, rendendola più familiare e a portata di mano: alla luce di ciò, l’Associazione ha realizzato altri momenti di coinvolgimento dei clowndottori nell’ambito dell’Ospedale Infantile attraverso interventi inseriti nel progetto “Piacere di conoscerti”, realizzato grazie al sostegno della Coop Nordest e finalizzato a promuovere , attraverso la metodologia del gioco, la libera aggregazione, l’incontro, la libertà di esprimersi e lo scambio di esperienze, contribuendo così ad accrescere, anche all’interno dell’ambiente ospedaliero, la diffusione di emozioni positive e di serenità. È stato anche possibile indirizzare le risorse, raccolte grazie al progetto sopra indicato, al reparto di Oncoematologia con l’acquisto di un misuratore di pressione e la predisposizione di una biblioteca multietnica.
L’attenzione particolare riservata dalla nostra Associazione al reparto di Oncoematologia si è tradotta anche nell’attivazione e nel mantenimento di proficue collaborazioni con l’AGMEN - FVG, sia all’interno che al di fuori del reparto, partecipando a feste di bambini oncologici con le loro famiglie, occasioni di incontro per anniversari, manifestazioni di piazza. Non sono poi da dimenticare altre collaborazioni che si sono avute, tra gli altri, con le Associazioni ABIO, Azzurra – Associazione Malattie Rare, SS202 e la Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin.
Un’iniziativa, curata dall’AGMEN, che ci ha visti coinvolti e che vogliamo segnalare in maniera particolare per il dolce ricordo che ha lasciato in tutti noi, è l’iniziativa della “barca Burlo….na”, grazie alla quale alcuni bambini di oncologia, seguiti dai loro genitori, ogni sabato del mese di agosto 2004, sono stati ospiti del Circolo Triestino della Vela per fare delle escursioni speciali in barca! L’esperienza è terminata nella gioia di grandi e piccoli, a dimostrazione che l’allegria dei clown, dottori del sorriso, alla fine è contagiosa.

L’esperienza maturata in questi anni, attraverso il confronto e il rapporto di collaborazione con le diverse Associazioni, ha permesso di aprire la strada a nuove sensibilità nel campo delle attività e degli interventi dei clowndottori. Anche questa volta il nostro incontro con l’AGMEN ci ha permesso di realizzare un approccio alla realtà dell’Hospice di Pineta del Carso ad Aurisina.
In questa occasione si è pensato allo svolgimento di un percorso formativo specifico tuttora in atto.

A conferma della serietà e impegno, della volontà di crescita e professionalizza- zione con cui l’ Associazione GAU vuole connotare il servizio offerto, si vuole mettere in evidenza la scelta che ha portato, il 12 dicembre 2005, l'Associazione GAU a diventare membro effettivo e socio fondatore della Federazione Nazionale dei Clowndottori (FNC), con sede a Roma, insieme ad altre 10 organizzazioni (tra associazioni, cooperative e fondazioni) che da anni operano nelle strutture ospedaliere e sociali in Italia e all'estero.
Per fare chiarezza sul ruolo, le competenze, le modalità di intervento, le metodologie formative dei “nasi rossi” come agenti di servizio alla persona, i componenti della FNC si sono proposti di assicurare standard operativi di qualità attraverso la costituzione di gruppi di lavoro per la discussione e la stesura di un codice deontologico, di una metodologia d’approccio, di standard formativi comuni e del profilo professionale del clowndottore (sia esso volontario o professionista). La costante presenza di un rappresentante dell’Associazione GAU alle riunioni periodiche a Roma, insieme a quelli delle altre organizzazioni aderenti alla FNC ha permesso, nel corso di questi anni, di conoscere le diverse realtà e le modalità operative di ciascuna. La suddivisione dei lavori in commissioni ha consolidato, di fatto, il gruppo, che ha trovato un linguaggio comune, tanto da sentire l’esigenza di organizzare, nel 2007, un convegno, al fine di far conoscere la FNC e il suo programma e a stenderne le linee guida.

Prima di giungere alla conclusione di questa relazione, si vuole dedicare particolare attenzione alle metodologie e alla formazione che sono propri dei clowndottori del GAU.

Il metodo

L’attività è mirata al coinvolgimento in primo luogo del bambino, ma non solo: l’interazione e il convolgimento delle figure per lui significative (genitori, nonni…) che gli stanno vicino durante la degenza o le visite ospedaliere, è un’azione di metodo che i clowndottori utilizzano con intenzionalità, in quanto la diminuizione dello stato di ansia del genitore si riflette sulla serenità del bambino, allentando la tensione e stabilendo una maggiore fiducia.
La musica, il sorriso, il gioco, l’amicizia, la danza, le cadute, il mimo, la magia, i palloncini e tutta la fantasia dei clowndottori del GAU, oltre alla disponibilità all’ascolto e all’apertura, sono strumenti per riportare la gioia negli occhi e nel cuore di chi soffre e favorire la comunicazione ed il passaggio delle emozioni.
Il clowndottore utilizza abbondantemente la tecnica della magia, infatti, con le magie si stimola la naturale fantasia e creatività proprie del bambino e lo si aiuta a scoprire la “potenza” della magia, che apre con dolcezza la possibilità di entrare in un mondo incantato, creato esclusivamente da lui, perchè le magie che facciamo riescono grazie all’intervento del bambino, grazie al suo “soffio magico”!

A questo punto, è possibile individuare una serie di punti fermi che l’Associazione GAU pone alla base degli interventi dei propri clowndottori:
- il clowndottore non opera mai da solo, ma lavora in coppia. Il servizio nella modalità della coppia ha una notevole importanza nell’intervento in ospedale, per l’energia che può scaturire dalla sintonia della coppia stessa. La coppia è più dinamica ed è ideale per affrontare le varie situazioni: l’azione dell’uno è complementare a quella dell’altro, la integra e la completa;
- al suo arrivo in ospedale, la coppia ben pulita e in buona salute, è tenuta al rispetto delle norme igieniche e delle normative di profilassi in tutte le zone dell’ospedale, con particolare riguardo al reparto di Ematoncologia;
- particolare cura deve essere posta dal clowndottore all’abbigliamento, non eccessivamente vistoso, al trucco morbido e alla propria persona;
- prima di accedere a qualsiasi zona del reparto, la coppia è tenuta a contattare il personale per essere informati sullo stato del reparto, l’esistenza di una qualsiasi situazione di criticità e si è tenuti all’osservanza delle disposizioni ricevute dal personale ospedaliero in servizio;
- la presenza e l’accesso alle singole stanze del reparto non deve mai essere imposto dal clowndottore ai bambini e ai loro famigliari, ma avvenire nell’osservanza delle basilari regole di educazione e rispetto dell’altro; è importante per il bambino poter concretizzare il rifiuto del clown;
- l’azione del clowndottore, mirata a facilitare sensazioni di benessere e positività e a scaricare tensioni e stress attraverso il coinvolgimento di bambini, famigliari, altri volontari e personale ospedaliero presente, deve avvenire nel pieno rispetto dei reciproci ruoli e compiti;
- l’azione del clowndottore deve costantemente tener conto delle caratteristiche dell’ambiente in cui si trova ad operare, della presenza di eventuali apparecchiature mediche e non, delle condizioni psicofisiche dei bambini, del percorso evolutivo di maturazione e crescita del bambino e delle indicazioni dei famigliari;
- l’avvicinamento al bambino è graduale e progressivo (si inizia a visitare il letto e poi il bambino);
- la visita diventa l’intervento vero e proprio: nell’intervento c’è il passaggio della modifica delle emozioni da negative a positive; anche le magie rientrano nell’intervento, come pure uno spettacolino di burattini;
- l’azione termina con un saluto e l’ancoraggio: quando i clowndottori se ne andranno, dopo aver lasciato nella stanza bolle colorate, palloncini, un fiore di carta, una ricetta buffa, una melodia e tanti sorrisi, lascerà anche il desiderio del ritorno.

La formazione

La formazione è alla base dello svolgimento del servizio dei volontari clown-dottori.
I clown-dottori del GAU, nella consapevolezza che il servizio finora reso non si improvvisa e nella convinzione che il riso abbia effetti estremamente positivi a livello psico-fisiologico, vengono costantemente formati.
In questi anni di attività intensa, essi hanno seguito un percorso di maturazione e crescita per migliorare le proprie abilità e conoscenze, nella necessità di offrire un servizio responsabile ai bambini e agli adulti cui è rivolto.
L’obiettivo, quindi, dei programmi di formazione che l’Associazione GAU propone, è quello di fornire competenza, oltre che conoscenza.

L’attività formativa, per un totale complessivo obbligatorio di almeno 200 ore, si articola su vari livelli:
- Approccio propedeutico di avvicinamento alla metodologia del clown-dottore (la conoscenza del gruppo attraverso tecniche di fiducia, di ascolto, di conoscenza del corpo, nozioni basilari di clownerie, la ricerca del proprio clown, le tecniche espressive, le improvvisazioni comiche, le esercitazioni pratiche, il gioco dei ruoli);
- Approfondimento tecnico teorico – pratico (conoscenza delle malattie oncologiche e della profilassi, tecniche non farmacologiche per il controllo del dolore nel bambino, la relazione di aiuto centrato sulla persona, l’antropologia della risata, la terapia con le fiabe, il contatto nei gesti della cura, le diversità, le divers…età, il percorso evolutivo della crescita del bambino, nella dimensione di bambino malato e sano, l’intercultura, gli aspetti psicosanitari, l’area dell’ascolto e della relazione efficace…)
- Tirocinio, formato da una prima parte in cui l’aspirante clowndottore partecipa ad attività di animazione clown, dove il corsista, protetto dal gruppo, può misurare il suo clown, fare esperienza, avere la possibilità di crescere in esperienza e di maturare la sua scelta.
Solo dopo aver svolto attività di animazione ed aver preso parte ad almeno 100 ore di corso, è possibile, a seguito di attenta valutazione svolta dall’equipe responsabile della formazione, intraprendere il tirocinio all’ospedale: il partecipante effettuerà almeno 10 ore, accompagnato da un clown dottore anziano. Alla fine del corso, per successivi 3 mesi, il partecipante viene assegnato ad un clown dottore anziano che curerà il completamento dell’inserimento nell’associazione e nelle attività programmate.
Per essere abilitati a svolgere le attività di volontariato con il ruolo di clown-dottore, la frequenza al percorso formativo in tutte le sue fasi è obbligatoria. Fino al termine del percorso formativo, il partecipante svolge il ruolo di clown-animatore. Il percorso formativo si chiude con una valutazione ponderata delle attitudini, delle caratteristiche del volontario e della partecipazione all’azione svolta.
E non finisce qua…la formazione è costantemente curata anche per i clowndottori senior, quale irrinunciabile azione di verifica e di confronto comunitario.

La determinazione e dedizione di tanti nuovi clowndottori che si sono impegnati nel frequentare gli impegnativi percorsi formativi organizzati dall’Associazione GAU anche a Pordenone, ha fatto sì che, grazie all’esperienza maturata insieme ai clowndottori senior, si potesse creare un legame tra i partecipanti, fino ad arrivare a costituire un gruppo operativo stabile anche a Pordenone e ad intervenire anche presso il reparto pediatrico dell’Ospedale Civile di “S. Maria degli Angeli” di Pordenone.
Altri aderenti operano presso il territorio provinciale di Gorizia e Udine, dove è stato possibile intervenire per un periodo, su richiesta di un genitore, presso l’Ospedale Civile di S. Daniele del Friuli.

Il bilancio è, a nostro parere, altamente positivo, all’insegna di un costante miglioramento qualitativo nelle relazioni con il personale ospedaliero e di grande soddisfazione per i clowndottori che hanno operato in tutto questo periodo; soddisfazione e gradimento che auspichiamo siano condivisi dalla struttura ospedaliera, dagli operatori e dall’utenza.

29 maggio 2008

La coordinatrice delle attività dei clowndottori
Gabriella Goglia - Luna

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Compagnia dell'Arpa a dieci corde
Associazione ONLUS - Gruppo Azione UmanitariaFederazione Nazionale Clown Dottori
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